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Chambéry tourisme & congrès Secolo dopo secolo

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Secolo dopo secolo

Seguite le tracce della storia della città

  • L’antichità

    Le vestigia del periodo gallo-romano sono esposte al Museo della Savoia. Sono costituite da frammenti di una statua, un caduceo in bronzo che sembra attestare l’importanza del culto di Mercurio sul territorio Allobroge.

  • Il Medioevo

    La cripta carolingia di Lémenc resta piena di misteri per gli archeologi. Il castello dei Duchi di Savoia costituisce un elemento importante nel paesaggio della città. Costruito nel XIV secolo, viene abbellito nel corso dei secoli dal principe di Savoia. Amedée VIII, primo duca di Savoia fa edificare la Santa Capella, gioiello della fiammeggiante architettura gotica. Prende il suo nome dalla Sacra Sindone che viene conservata al suo interno nel XVI secolo. L’architettura civile medievale è ben rappresentata. Nelle vie Trésorerie o Basse-du-Château, qualche negozio ha conservato il bianco delle pietre e le persiane in legno. Una particolarià di Chambéry sono le “allées”, passaggi spesso coperti posti sotto o dietro le case. Molti ordini religiosi s’installano e giocano un ruolo importante per la vita della città. I francescani aprono le riunioni del Consiglio di città, al punto che il Senato tiene udienza nel convento dei Domenicani. Amédée VII posa la prima pietra della cappella dei fratelli minori di San Francesco, oggi cattedrale. I palazzi dei conventi sono oggi occupati dalle collezioni dei Museo della Savoia. È anche l’unico convento del Medioevo integralmente conservato.

  • Il Rinascimento

    Chambéry, capitale degli stati di Savoia, è al suo apice. Ci sono molti hôtels particuliers del XV o del XVI secolo che mescolano architettura gotica e elementi del Rinascimento. Si può citare Lambert de la Croix e il suo portone ornato da un fregio rosso o quello di la Pérouse e la sua scala a chiocciola situata in una torre poligonale.

  • I secoli XVII e XVIII

    Dopo il trasferimento della capitale a Torino verso il 1560, le costruzioni subiscono l’influenza dell’architettura piemontese. Gli hôtels des Marches e di Bellegarde, rue Croix d’Or o di Montfalcon sulla piazza del castello, sviluppano una bella facciata sulla strada: finestra sormontate da frontoni ad arco o triangolari, decorazioni scolpite con ghirlande di frutta o bandiere… L’hôtel di Castagnery, con le sue belle inferriate, offre un delicato lavoro di ferro battuto. Allo stesso modo anche la chiesa Nostra Signora, antica cappella dei gesuiti, e la facciata della cappella del castello, ricostruite nel XVII secolo, testimoniano l’importanza dell’arte barocca in Savoia.

  • Il XIX secolo

    Nato a Chambéry nel 1751, il generale conte de Boigne, acquista gloria e fama nelle Indie. Il mecenate, di ritorno nella sua città natale, decide di realizzare una grande arteria urbana ordinata e limitata da portici, un vero successo nel centro antico. Nel 1838 verrà elevata in suo onore la famosa fontana degli Elefanti. Il teatro Charles Dullin è esemplare con la sua facciata di stile eclettico, le sue abbondanti decorazioni e il sipario che si apre su una scena che rappresenta la “discesa di Orfeo negli inferi”. Al posto del convento delle ursoline si eleva la caserma della fanteria Curial, costruita a partire dal 1804: è una delle poche caserne di epoca napoleonica conservate ancora in Francia. Nel 1848 il governo sardo ordina la costruzione del palazzo di giustizia per proteggere il vulnerabile senato di Savoia, i cui lavori venivano portati a termine, a seguito dell’annessione alla Francia nel 1860. Una bella colonna dorica, con delle cornici e dei frontoni che ritmano la sua facciata oggi valorizzata nel quadro del “plan lumière”.

  • Il XX secolo

    Costruita nel 1906 per parcheggiare e riparare le locomotive, la rotonda SNCF svela la sua architettua metallica e impressiona per le sue dimensioni (32m di altezza per un diametro di 108 m). Lo spazio culturale André Malraux nasce negli anni 80 vicino all’antica caserma Curial riconvertira oggi in centro amministrativo, commerciale e culturale. Opera dell’architetto Mario Botta è infatti concepito con un gioco decorativo di bande alternate in marmo grigio e cemento. Attiguo ad esso si trova la mediatheque Jean-Jacques Rousseau realizzata da Aurelio Galfetti, ultima realizzazione di questo quartiere contemporaneo.