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Storia di Chambéry

La storia di Chambéry, fortemente legata a quella della Maison de Savoie, è ricca di un millennio di diverse influenze architetturali e culturali e di eventi gloriosi o tragici che hanno però modellato la città per renderla come si presenta al giorno d’oggi.

Le origini

“Città principale della Savoia, piccola, bella e a vocazione commerciale, piantata tra i monti, ma in un punto in cui essi regrediscono lasciando spazio ad un’ampia piana” diceva Montaigne.
Dalle sue origini, il destino di Chambéry è legato alla sua posizione di città-incrocio. Già in epoca gallo-romana la “Table de Peutinger” cita un vicus chiamato Lemencum. Questa si situava sulla via pretoriana che andava da Vienna in Dauphiné, capitale dell’Allobrogie, ad Aosta, in Italia, attraverso il colle del Piccolo San Bernardo. Lémenc, proprietà personale della dinastia carolingia e in seguito del Re di Borgogna, dipende dall’abbazia lionese d’Ainay, che ci eleva un priorato benedettino.
Dopo il periodo dell’alto Medioevo, appaiono i primi snodi urbani ai piedi delle colline di Montjay. Nel XIII secolo, la famiglia di Savoia acquisisce i diritti signorili sulla città e il fortino appartiene ai signori Berlion. Sede dell’amministrazione dei conti e residenza della Casa Savoia, Chambéry assume il titolo di capitale.
La città medievale si estende tra i due poli tradizionali: la collina di Lémenc, centro religioso in cui sorgono le chiese della città, e il castello, simbolo del potere politico.
È in questa epoca che Chambéry si dote delle “allées”, veri e propri labirinti urbani.

Dal Medioevo alla Rivoluzione

Nel 1371, Amédée VI decide la ricostruzione delle mura al cui interno si stabiliscono frati domenicani e monache clarisse.
Tre faubourgs (Maché, Montmélian et Reclus) si sviluppano sulla lunghezza delle principali vie di comunicazione: le strade per Lione, Torino e Givera.
La popolazione continua ad aumentare all’interno delle mura e la fisionomia della città non cambia molto fino alla fine dell’Ancien Régime. Questo spiega l’installazione fuori dalle mura di conventi e di chiusa nobiliari a partire dal XVII secolo.
Al posto dell’antica cinta muraria, distrutta durante la Rivoluzione francese, si formano nuove strade: boulevards, Rue de la République..

Dalla Rivoluzione ai giorni nostri

Il XIX secolo è segnato da grandi realizzazioni urbanistiche.
La Rue de Boigne viene aperta nel 1824, il teatro viene realizzato invece grazie a un mecenate del richissimo conte di Boigne; le caserme di soldati e cavalieri (Curial e Barbot) sono costruite nel quartier di Larith.
Dopo l’annessione della Savoia alla Francia, nel 1860, la trasformazione della città nella nuova prefettura francese porta delle modifiche nel paesaggio urbano: costruzione del municipio, del palazzo di giustizia verso il giardino del Verney, del Museo delle Belle Arti.
All’inizio del secolo, dei nuovi quartieri di cintura vengono creati: urbanizzazione sulle colline di Montjay e Lémenc, creazione di quartieri di scuole e ospitali a Nord.
I bombardamenti americani del 1944 distruggono all’incirca 1/4 del tessuto medievale. Le reabilitazioni effettuate nei settori protetti si congiungono con le costruzioni contemporanee come il quartiere Curial.

Per saperne di più sulla storia di Chambéry nel contesto savoiardo, recatevi sul sito Sabaudia: storia, patrimonio, archivi dei Paesi di Savoia. http://www.sabaudia.org